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Una vita senza il telefonino e diventata inimmaginabile. Almeno e cosi che la pensano le migliaia di studenti dei licei romani. In tasca o in borsa e sempre li con loro, a portata di mano. Non se ne separano mai, ne a scuola, ne per andare a dormire. Ormai e diventata una malattia, una vera ossessione. Gli inglesi la chiamano “Nomofobia” (abbreviazione per No mobile) e sta prendendo sempre piu piede. «Non potrei vivere senza il cellulare – racconta Beatrice, una studentessa del liceo Nazareth – perche e parte integrante della mia vita. Non lo spengo mai, lo tengo acceso anche di notte, ed e sempre con me, anche a scuola». Ed e proprio a scuola che il cellulare e molto utilizzato. Non solo per comunicare con altri compagni e amici, ma anche per passarsi i compiti in classe. «E capitato spesso – dice sempre Beatrice – che mandassi e ricevessi messaggi con intere versioni di latino o greco oppure di altri compiti in classe». Proprio il loro utilizzo indiscriminato durante le ore di lezione ha portato il ministro dell’Istruzione Fioroni, l’anno scorso, a prendere adeguate contromisure per poterne limitare l’utilizzo, specialmente durante gli esami di maturita. Eppure gli studenti non ne hanno voluto sapere. Cosi, a distanza di un anno, la situazione non e mutata. «Parlo tranquillamente al cellulare anche durante le ore di lezione – ammette Cecilia al secondo anno del liceo Lucrezio Caro – Conosco certi trucchetti per non essere “sgamata”. Ad esempio faccio finta di raccogliere qualcosa da terra e, nascosta dietro al banco, nel frattempo chiamo». E il professore non se ne accorge. «Purtroppo non sempre riesco a scoprire se l’alunno invia messaggi durante le mie ore di lezione – commenta Elisabetta, professoressa da 31 anni – pero vedo che minacciarli di punizione non serve a molto». E cosi molto spesso si ritrova a requisire cellulari e a punire gli studenti indisciplinati, ma senza ottenere grandi risultati. Il giorno dopo li ritrova tranquillamente a massaggiare come se nulla fosse accaduto. Ma i telefonini in classe non sono utilizzati solamente per chiamare o inviare messaggi, ma anche per giocare, girare filmini o scattare fotografie. E, tra loro, fanno a gara a chi realizza video piu simpatici e irriverenti da inserire su youtube o su scuolazoo, portale dedicato interamente a loro.
Ormai il telefonino e diventato cosi essenziale nella vita di uno studente che non ne puo fare a meno. Anzi, succede che molti ragazzi ora ne posseggano anche piu di uno. Il motivo? Districarsi tra le centinaia di tariffe che le varie compagnie telefoniche offrono, la necessita di tariffe particolari per sentire una persona, oppure, piu semplicemente, perche «e alla moda avere due cellulari», spiega Fabiola del Mameli. «Mi da un certo tono, mi fa sentire importante e invidiata dagli altri. Insomma, una ragazza che conta». «Io ho due cellulari con schede differenti – racconta Federico, 17 anni – perche con una sento i miei amici, con l’altra, invece, la mia ragazza». Una vera e propria dipendenza, dunque, che sta sempre piu prendendo piede fra i giovani, tanto che ora anche i ragazzi delle scuole medie ne posseggono uno. E liberarsi da questa dipendenza sembra diventare sempre piu impossibile.
I ragazzi vivono in dipendenza del cellulare. Quando vanno a dormire lo lasciano acceso per essere sempre reperibili. Svegliarsi con una chiamata ricevuta o un messaggio li fa sentire meglio. C’e chi ne possiede addirittura due solo per ostentazione.
Cellulari di ultima generazione per scattare foto, scaricare musica o girare video sono i preferiti dagli studenti. Riversare poi il tutto in rete e quasi un obbligo, un modo per farsi conoscere e mostrare le proprie bravate tra i banchi di scuola.
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