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La mancata esibizione di un permesso per portatori di handicap ha messo nei guai un avvocato, per il quale la Procura ha chiuso l'inchiesta ipotizzando i reati di calunnia e di rifiuto di fornire le generalita'.
La vicenda al vaglio del pm Giuseppe Amato e' del 23 febbraio scorso, quando il legale viene multato (con la sottrazione di due punti sulla patente) per aver occupato a piazza di Spagna lo spazio disabili. Secondo due vigili urbani avvertiti da un handicappato che voleva parcheggiare, l'avvocato, giunto nel frattempo, sostenne di essere autorizzato perche' la targa della macchina era tra le cinque previste per ogni portatore di handicap e si rifiuto' iinizialmente di fornire i documenti d'identita', cosa che fece solo dopo, alla presenza di un funzionario della Municipale. L'avvocato disse di aver accompagnato un disabile. Effettivamente dopo un'ora arrivo' l'handicappato titolare del contrassegno, che pero' non aveva con se'.
Il caso approda in Procura perche' lo stesso avvocato denuncia i due vigili urbani per abuso d'ufficio e falso ideologico, indicando come testimoni il disabile e un suo amico, che finiscono per essere indagati per favoreggiamento nella calunnia. Dalle verifiche degli investigatori, e' emerso che i due testi, al momento dei fatti, si trovavano in tutt'altra zona di Roma e che quel giorno l'avvocato era a piazza di Spagna per motivi personali. A spingere il magistrato a ritenere i tre responsabili, l'esame dei tabulati telefonici da cui risulta che il disabile titolare del permesso alle 13.30 del 23 febbraio (quando e' scoppiato il diverbio) era nella zona della Casilina; il tracciato del suo telefonino attesta che alle 13.34 si era mosso in direzione del centro raggiungendo alle 13.55 Castro Pretorio e, di seguito, via Marsala, via Nazionale e via Due Macelli e che alle 14.11 e' in via della Mercede, a pochi passi da piazza di Spagna. Stessa situazione per l'amico dell'avvocato: era al Salario.
Il disabile, ex dipendente di una societa' che gestisce la manutenzione dei bagni pubblici dell'Ama, ha fatto mettere a verbale di essere stato accompagnato in centro per incontrare un collega. L'altro testimone ha invece dichiarato di esserci andato insieme agli altri due. Per il pm, la calunnia deve essere contestata al legale perche ha accusato falsamente i vigili di aver “taciuto” nella contravvenzione che sull'auto “risultava presente il contrassegno”; il favoreggiamento contro gli altri e' scattato per aver reso “scientemente una versione dei fatti difforme dal vero, rappresentando di essere stati sul luogo dei fatti e che il permesso era esposto sull'auto”.
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