L'imputazione: truffa ai danni dello Stato e falso ideologico

SI FINGONO MALATE, TRE INSEGNANTI CONDANNATE A UN ANNO

Per anni le professoresse si sono inventate malanni per andare a sciare. Pena sospesa per la condizionale

 

 

da LIBERO 16.11.2004

 

MILANO – Settimane di sci in alta montagna per niente compatibili con lo stato influenzale acuto che un medico compiacente certificava di anno in anno a tre allegre insegnanti di Piano di Sorrento. Una vera e propria truffa ai danni dello Stato, certificata stavolta nientedimeno che dalla Cassazione, per una condanna di un anno di reclusione, sospesa dalla condizionale, e mille euro di multa a testa. Nei vari gradi di giudizio, gli avvocati delle insegnanti hanno iinvano sostenuto, da una parte la veridicita' dei certificati stilati dal medico, dall'altra la sproporzione della pena inflitta. Invano appunto, perche' il terzo grado e' stato inflessibile, confermando le pene inflitte al primo.

Ma andiamo per ordine. I fatti risalgono tra il 1991 al 1997. Le tre docenti, Rita e Vittoria P. e Lucia C., colleghe alla scuola statale “Michele Massa” di Piano Sorrentino, come per miracolo ogni anno si ammalavano per una settimana, nello stesso periodo. Il caso vuole che anche il lloro medico curante fosse lo stesso, tal Rosario B. Era quest'ultimo che attestava con puntali certificati la gravita' del loro stato di salute. Una settimana di riposo dal lavoro a testa, il minimo necessario per guarire. Le tre pero', attesta la sentenza definitiva della Cassazione, una volta ottenuta la malattia partivano in macchina alla volta delle Dolomiti per una divertente settimana bianca. Sette volte in sette anni di fila pero' e' un po' troppo e alla fine ll'escamotage e' venuto alla luce. Il primo processo si e' svolto davanti al tribunale di Torre Annunziata, il secondo grado davanti alla Corte d'Appello di Napoli. Infine la Suprema Corte. Con la sentenza numero 44116 la Cassazione ha deciso che "lo stato acuto descritto dai certificati medici utilizzati per usufruire del congedo straordinario retribuito" mal si conciliava col soggiorno in montagna, peraltro "non confortato da nessuna indicazione terapeutica". I magistrati inoltre non hanno dimenticato di sottolineare alcune aggravanti. Primo, il "trasferimento in pieno inverno in localita di montagna lontane sia del tutto controindicato per il disagio del viaggio e lo sbalzo di temperatura". Secondo, la "periodicita' puntuale delle patologie negli anni". E per ultimo, il fatto che la prenotazione degli alberghi nelle localita' prescelte avvenisse sempre prima della sopravvenienza delle presunte malattie e delle visite mediche. Tutti "gravi indizi, precisi e concordanti del disegno truffaldino" messo in atto e di un comportamento che non merita sconti: "truffa aggravata e falso ideologico2, un anno di carcere a testa (con la condizionale) e mille euro di multa.


 

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Edizione del 21 Marzo 2007
Anno X
Numero
8