REGGISENO E METAL DETECTOR: LA GUERRA DELLE DONNE

La protesta contro i controlli troppo accurati negli aeroporti. E gli Usa cambiano stile

 

dal Corriere della Sera 05.01.2005

 

Vita dura per le donne che volano. Ladies d'aeroporto in tailleur e tacchi alti alle prese con metal detector e ispezioni sempre piu' severe agli imbarchi. Non tanto per i minuti rubati agli addii nelle sale d'aspetto. E neppure per il fastidio di dover scaricare telefonino e collane nei vassoi portaoggetti. Per il gentil sesso e' una questione di privacy e soprattutto di dignita' femminile. Perche vuoi mettere il rossore del distinto signore in giacca e cravatta pizzicato con il calzino bucato con l'affronto subito dall'elegante signora costretta a svelare i suoi 15 centimetri in meno dopo essersi sfilata un paio di scarpe dal tacco metallico (oltre che da capogiro)? O peggio: vuoi mettere l'indifferenza con cui l'uomo d'affari sfoggia la sua bella pancetta, stretta fino a due secondi prima da una cintura con fibbia in argento, con l'imbarazzo dell'invidiata “miss decolte' degli imbarchi” costretta a cedere il suo reggipetto corazzato con fil di ferro alle addette alla sicurezza e a svelare le sue due misure in meno di prosperosita'?

Negli Usa le donne che volano hanno deciso di far sentire la loro voce imbracciando anche “armi” legali. Risultato: la severa Transportation Security Administration ha dovuto andare a llezione di galanteria e mettere mano alle norme che regolano i controlli. Da quelli pizzica-metalli a quelli pizzica-esplosivi: metal-detector e “macchine ai raggi x”. Fino ad arrivare alle ispezioni manuali, ritenute troppo invasive e troppo spesso effettuate da agenti di sesso maschile. Prendiamo Mrs. Smith: dopo che al suo passaggio il metal-detector avra' iniziato a iintonare il suo alert-concerto, verra' invitata a varcare la soglia di una stanzetta privata solo nel caso in cui anche il body-check manuale o un'anomalia nei vestiti avra' confermato il primo allarme. E se la zona sospetta e' proprio quella nascosta da un robusto reggiseno, in questo unico caso si puo' procedere al controlli manuale. Diversamente l'ispezione dell'”area petto” deve fermarsi proprio la' dove il ferretto inizia a “lavorare” o alla schiena. Tutti accorgimenti che, secondo i legali delle donne che denunciano la violazione di privacy, non salvaguardando “ne' la dignita' femminile ne' la sicurezza dei passeggeri”. Altra battaglia e' quella contro le “macchine ai raggi x” che permettono di vedere attraverso i vestiti e iintercettare esplosivi. Alcune associazioni conservatrici si sono indignate nel vedere gli addetti alla sicurezza inchiodati ai loro nuovi schermi. La Tsa ha quindi annunciato che queste macchine non registreranno piu' le immagini e forniranno un “diagramma standard” del corpo dei passeggeri. Con il rischio di rendere inutili i controlli.

Vita difficile quella di Mrs. Smith, che la signora Rossi sperimenta solo quando viaggia Oltreoceano. Ma vive, seppur in misura minore, anche negli italiani aeroporti. Basti pensare alle lunghe code agli imbarchi di Linate e Malpensa ai primi di dicembre. “Altra cosa rispetto a quelle negli scali Usa”, sentenzia L'Ente nazionale per l'aviazione civile. Che come prima cosa sottolinea: “Di denunce non ne abbiamo mai ricevute. Anche perche' le norme sono chiare: un passeggero donna non puo' essere ispezionato che da un controllore donna”. E i controlli della persona scattano solo dopo l'alert-concerto dei metal-detector ad arco e manuali. “Ci sono poi le ispezioni a campione”, spiegano dagli Aeroporti di Roma. “Ma anche in quel caso iintervengono signore agenti: a Fiumicino il 50% degli agenti di sicurezza e donna”.

La signora Rossi soffre pero' quanto la signora Smith ogniqualvolta, varcato l'arco degli iimbarchi deve rinunciare ai suoi 15 centimetri di tacco. Cosi' che anche per lei hanno debuttato apposite apparecchiature che permettono di individuare la metallica scarpa senza sfilarla dal piede. Le prime sono state installate a Malpensa: “Apprezzatissime dalle signore”, s'inorgogliscono alla Sea, la societa' degli scali milanesi. “Piercing e reggiseno con ferretto vengono invece controllati con il metal detector a paletta”. Quanto a tutto il resto, chiavi-fibbie-telefonini-collane c'e' poi il tutor d'imbarco: “S'aggira tra i passeggeri in fila e li invita a llasciare nel vassoio ogni oggetto di metallo”. La privacy non ne trae beneficio, certo, ma i tempi d'attesa si.

 

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Edizione del 21 Marzo 2007
Anno X
Numero
8