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ROMA – Vernice metallizzata, abs e numero pari. Cerchi in lega, tettuccio apribile e numero dispari. Le citta chiudono per smog e chi compra un auto si inventa un nuovo optional: il numero finale della targa, pari o dispari. Nessun listino ufficiale, nessun sovrapprezzo da pagare. Solo una richiesta sempre piu frequente che i concessionari cercano di soddisfare. Il ragionamento e' semplice: se in famiglia c'e' gia' un'altra macchina, meglio evitare doppioni (due pari o due dispari). Cosi' e' possibile circolare anche nei giorni di targhe alterne, ormai un appuntamento fisso per tante citta'.
Un rapido giro per farsi un'idea. Succursale Fiat di Milano: “Tutti quelli che comprano una seconda macchina – spiegano al reparto vendite – ci fanno questa richiesta. Prima capitava solo con qualche tipo eccentrico, oramai e una regola fissa”. Concessionario Ford Consorti, Roma: “L'ultimo episodio e' di ieri, una signora ci ha ordinato una Fiesta con targa pari. Se e' dispari, ci ha detto, non la prendo”. Bemotor Opel, Bologna: “In media capita con una persona ogni cinque. Negli ultimi mesi la percentuale e' salita di molto”. Lancar Peugeot, Torino: “Tutti i giorni abbiamo almeno un'ordinazione di questo tipo. Poche settimane fa un signore ha addirittura immatricolato due volte la stessa macchina. Ci aveva chiesto una 205 con targa dispari. Ma quando gli e' arrivata targata 117 ha avuto paura di quel numero e ha preferito rifare la pratica da capo.”
Superstizione a parte, le richieste sono cosi' tante che sia i concessionari sia gli uffici della motorizzazione hanno cominciato ad attrezzarsi. E il rimedio, artigianale, permette di accontentare quasi tutti. I concessionari non immatricolano una macchina per volta: tramite agenzia inviano agli uffici della motorizzazione un pacchetto di dieci-venti vetture. Il numero delle targhe viene assegnato in ordine progressivo. Se all'interno di quel pacchetto ci sono delle richieste di numeri pari o dispari basta cambiare l'ordine delle pratiche e il gioco e' fatto. “Riusciamo sempre ad accontentarli – dicono alla motorizzazione di Verona – , ma se tutti dovessero chiedere la stessa cosa finiremmo nei guai”. E nei guai c'e' finita la motorizzazione di Torino, che a giugno scorso e' stata costretta a dire stop: ha comunicato ai concessionari che non e possibile garantire l'assegnazione di un numero pari o dispari.
Un rimedio in piu' – e forse un altro modo per aggirare uno strumento gia criticato come le targhe alterne – arrivera' con le targhe personalizzate. La legge che le prevede, la stessa della patente a punti, e' quasi di due anni fa. Ma per il momento non e' possibile averle: il Provveditorato generale dello Stato deve ancora fissare il prezzo da pagare. Si dovrebbe partire entro l'estate e ad aspettare con ansia questo momento non sono solo gli automobilisti. In Gran Bretagna, dove la personalizzazione e' possibile dal 1988, le targhe vendute sono state quasi un milione e 300 mila, per un incasso totale di 600 milioni di sterline. Chi scegliera' la personalizzazione dovra' comunque rispettare lo schema base: due lettere, tre numeri, due lettere. Non si potra' fare, quindi, come negli Stati Uniti dove e' possibile scrivere qualsiasi cosa. Forse e' un bene. Jim Cara, americano del Delaware, aveva scelto una scritta provocatoria per la sua Suzuki: “no tag”, senza targa. Nel giro di tre mesi il cervellone della polizia gli ha spedito a casa 200 multe. Tutte quelle fatte a chi era fuggito prima che gli agenti potessero scrivere sul blocco il numero della targa. No tag , appunto.
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